Ho sempre avuto una passione per la pasta sfoglia. Mi è sempre piaciuta l'idea di questa cosa che aveva all'origine della sua riuscita un complicato processo di cui sentivo parlare e leggevo nei libri di cucina. I giri... Così ho fatto un primo corso di pasticceria a Milano, per imparare a farla, con un maestro pasticcere molto bravo e preparato. Ma nella mia sfoglia c'era ancora qualcosa che non andava, non era la ricetta, non era il maestro, ero io che non mi ero impadronita fino in fondo della tecnica. E ho deciso di frequentare un nuovo corso, questa volta a Parigi. Ed è stato magnifico. Eravamo in pochi, 5-6 persone al massimo, mi sentivo molto in soggezione perché i miei compagni erano tutti molto più esperti di me. Ma l'ho fatto. Ce l'ho fatta. È stato uno sforzo doppio, rispetto agli altri corsi che avevo frequentato. E la mia sfoglia adesso mi soddisfa abbastanza. È diventato un esercizio di pazienza, ha assunto un'aria più rituale. Più tecnica forse, ma soprattutto più convinzione. I miei appunti sembrano il delirio di un folle, ma sono l'espressione di qualcosa che ho fatto credendoci fino in fondo. E che adesso mi piace fare per gli amici. Per esempio mi sono messa a fare i vol-au-vent...! E poco alla volta verranno come dico io.


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